Nuova trattativa stato-mafia
Racconta il Corriere della Sera che due parlamentari della Repubblica, Giuseppe Lumia e Sonia Alfano, per oltre tre mesi hanno fatto un tour nelle celle dei più importanti e sanguinari boss della mafia, detenuti in regime di 41bis, e hanno trattato con loro un possibile pentimento. Già che c’erano, hanno anche affrontato questioni relative ad una delicatissima inchiesta ancora bollente, quella sulla fantomatica trattativa fra stato e mafia, e sono arrivati persino a dibattere con Nino Cinà.
19 AGO 20

Racconta il Corriere della Sera che due parlamentari della Repubblica, Giuseppe Lumia e Sonia Alfano, per oltre tre mesi hanno fatto un tour nelle celle dei più importanti e sanguinari boss della mafia, detenuti in regime di 41bis, e hanno trattato con loro un possibile pentimento. Già che c’erano, hanno anche affrontato questioni relative ad una delicatissima inchiesta ancora bollente, quella sulla fantomatica trattativa fra stato e mafia, e sono arrivati persino a dibattere con Nino Cinà, da vent’anni al centro delle più tormentate storie di mafia, sull’attendibilità di Massimo Ciancimino, il pataccaro che la procura palermitana ha dovuto arrestare per calunnia dopo avergli dato per tre anni gloria e copertura. Il Corriere racconta pure che i colloqui con i boss, da Bernardo Provenzano a Filippo Graviano, avvenivano in siciliano stretto e che, a conclusione dell’ultimo incontro, Cinà ha salutato la dipietrista Alfano con queste poche ma significative parole: “Sono a sua disposizione, a 360 gradi”.
Come queste cose possano essere accadute resta un mistero che il ministro Severino e i massimi responsabili delle carceri dovranno prima o poi chiarire. La legge prevede che un magistrato o un ufficiale di polizia giudiziaria possa incontrare un boss per saggiare la sua disponibilità al pentimento. Ma proprio perché si tratta di una zona grigia, dove è possibile che un investigatore si trasformi in un suggeritore o che la trattativa diventi un patto oscuro e scellerato, i colloqui investigativi sono sottoposti al controllo e alla necessaria autorizzazione del procuratore nazionale antimafia e del ministro di Giustizia. Senatori, deputati ed eurodeputati possono varcare anche loro la soglia di un carcere speciale, ma la visita deve limitarsi semplicemente a verificare se i detenuti siano trattati o meno umanamente. Nulla di più.
Giuseppe Lumia, senatore del Pd, e Sonia Alfano, europarlamentare dell’Idv, sono andati invece molto al di là. Vestiti con i paramenti sacri del Parlamento, hanno bussato alle celle dei mafiosi e hanno parlato a nome delle istituzioni. Intavolando di fatto una nuova trattativa tra lo stato e la mafia. Ovviamente mirata, e non potrebbe essere diversamente, a rafforzare la fragilissima inchiesta di Antonio Ingroia sulla famigerata trattativa di vent’anni fa.